Famiglie e studenti

Tempo pieno, Ffo, borse di studio: ecco le possibili novità in arrivo nella manovra

di Eugenio Bruno

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Mille docenti in più per aumentare il tempo pieno. Più risorse all’Afam. Aumento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) sin dal 2019. Ampliamento della no tax area universitaria. Sono le principali novità che la manovra sembra destinata a “imbarcare” durante il primo giro parlamentare alla Camera. Almeno stando alle indicazioni dei gruppi di maggioranza sugli emendamenti che la commissione Bilancio di Montecitorio dovrebbe iniziare a votare da oggi.

Più tempo pieno al Sud
Il tema è caro soprattutto ai Cinque Stelle. Tra le proposte di modifica in pole position c’è quella a prima firma Marzana che demanda a un decreto del Miur l’individuazione delle «modalità per la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria». Incrementando l’organico alle elementari di mille unità. A tal fine vengono stanziati 11,64 milioni per il 2019, euro 35,7 milioni per il 2020, euro 38,54 milioni per il 2021, euro 37,12 milioni per il 2022, euro 37,29 milioni per il 2023, euro 37,72 milioni per il 2024, euro 38,12 per il 2025, euro 39,04 milioni per il 2026, euro 40,2 milioni per il 2027 ed euro 40,55 milioni annui a decorrere dal 2028. Affinchè l’emendamento passi vanno però superati i rilievi dei tecnici della Ragioneria che hanno anche sottolineato come la primaria registri da anni un calo degli alunni - complici i bassi tassi di natalità certificati ieri dall’Istat, ndr - che sembra destinato a proseguire anche nei prossimi anni.

Più risorse per gli Afam
In cima alle preoccupazioni della maggioranza gialloverde, in particolar modo della Lega stavolta, ci sono anche le Accademie e i conservatori. Per consentire loro di assistere gli studenti con invalidità superiore al 66% o con disturbi specifici dell’apprendimento la norma aumenta di 0,5 milioni, a partire dal 2019, il Fondo per il funzionamento e per le attività didattiche delle Afam.

Più fondi da subito all’Ffo
Novità in arrivo ci sarebbero anche per l’università. Al momento il disegno di legge di bilancio aumenta di 100 milioni la dote del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università. Ma solo a partire dal 2020. Sul tavolo ci sono parecchi emendamenti segnalati. Tutti a firma M5S. Il più munifico per gli atenei è quello a prima firma Varrica che incrementa di 200 milioni, già dal 2019, la sua dotazione. Ridefinendo i canoni annui per permessi di prospezione e ricerca e per le concessioni di coltivazione e stoccaggio nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana. A tal fine, viene anche prevista una sanzione amministrativa pecuniaria per ogni anno di mancato inizio delle attività di concessione. Meno generosa la proposta dei suoi colleghi Bella e Gallo che propongono l’incremento dello stesso Fondo, rispettivamente, di 32,5 e 30 milioni l’anno prossimo. Per poi salire a 100 nel 2020.

Borse di studio
Per riuscire a superare, o quanto meno a ridimensionare ulteriormente, la figura tutta italiana degli “idonei senza borse”, i deputati pentastellati - prima firma Lattanzio - aumentano di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 la dotazione del fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio. E nello stesso filone si inserisce anche la proposta targata ancora una volta Lattanzio (M5S) di estendere la no tax area per studenti universitari agli studenti colpiti da preesistente o sopraggiunta condizione di disabilità oppure che siano genitori single o incapienti.


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