Famiglie e studenti

Il Miur alle scuole: limitare le attività che richiedono un contributo economico alle famiglie

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Il Miur, con la nota 19534 del 20 novembre 2018, è intervenuto ancora una volta per rispondere ai numerosi quesiti pervenuti da parte di numerose famiglie e scuole in merito alla predisposizione del piano triennale dell'offerta formativa 2020-2022.


Tempo limite per pubblicare il Ptof
Come già scritto nella nota numero 17832 dello scorso 16 ottobre, il Ptof deve, necessariamente, essere pubblicato prima dell'avvio delle iscrizioni per consentire alle famiglie di conoscere l'offerta formativa delle scuole e assumere scelte consapevoli in merito all'iscrizione dei figli. In ogni caso, la nota in questione invita a predisporre il Ptof il prima possibile.


Attività facoltative solo con il consenso delle famiglie
La nota rammenta quanto contenuto nella legge 107 che riprende il comma 3 articolo 3 del Regolamento sull'autonomia Dpr 275/1999, ossia che la predisposizione del Ptof deve considerare le proposte e i pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti.
Sempre la nota ribadisce che tutte le attività didattiche inserite nel Ptof, anche aggiunte in corso d'anno, devono essere portate tempestivamente a conoscenza delle famiglie e degli studenti, in particolare quelle che non rientrano nel curricolo obbligatorio di studi.
Pertanto, nel caso di attività facoltative, deve essere richiesto il consenso dei genitori per gli studenti minorenni o degli stessi se maggiorenni, previa informazione esaustiva e tempestiva alle famiglie.


Limite al contributo economico versato dalle famiglie
La nota si sofferma sull'annoso problema del versamento dei contributi volontari. Ferma restando l'autonomia dell'istituzione scolastica, le scuole sono invitate a limitare la previsione di attività che richiedano un contributo economico da parte delle famiglie, al fine di favorire la più ampia partecipazione possibile, oppure ad attivare sponsorizzazioni, sulla base della normativa vigente, o a individuare altre forme di contribuzione in favore delle famiglie meno abbienti.
In aggiunta a quanto riportato nella circolare, è il caso di ricordare che gli istituti tecnici e professionali, per fa funzionare i laboratori, hanno bisogno di fondi extra, necessariamente richiesti annualmente alle famiglie.


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