Famiglie e studenti

Contrasto allo spaccio di stupefacenti: coinvolgimento più stretto per Comuni e cittadini

di Paolo Canaparo


Il ministro dell'interno, Salvini, ha emanato una specifica direttiva rivolta ai prefetti per il rafforzamento dell'attività di prevenzione e di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Potenziamento dell'attività di controllo del territorio, più efficace coordinamento fra le Forze di polizia in un'unica pianificazione degli interventi, velocizzazione delle espulsioni dei clandestini spacciatori, ricorso agli specifici strumenti di tutela della sicurezza urbana messi a disposizione delle amministrazioni locali. Sono questi gli strumenti richiamati dalla direttiva del titolare del Viminale con l'obiettivo di contra-stare con forza un fenomeno, quello dello spaccio, ormai diffuso attraverso il supporto egli enti locali e la collaborazione dei cittadini.

Il contrasto allo spaccio di stupefacenti è stato affrontato nel corso del Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica l'8 novembre 2018. Durante la riunione è stato preso atto dei significativi risultati raggiunti anche nell'ambito di alcune operazioni a carattere nazionale già realizzate (“Periferie sicure”) e delle iniziative promosse nell'ultimo periodo in alcuni spe-cifici settori d'interesse (“Scuole sicure”). Quest'ultima iniziativa avviata con l'inizio dell'anno scolastico prevede specificatamente il rafforzamento della attività di prevenzione contro lo spaccio nei confronti degli studenti attraverso lo specifico finanziamento di 15 progetti, con 98 istituti scolasti-ci coinvolti e 2 milioni e mezzo di euro stanziati.


Il rafforzamento del coordinamento delle Forze di polizia
La direttiva del titolare del Viminale, innanzitutto, prevede un potenziamento dell'azione di contrasto incentrato su alcune linee d'intervento, i cui dettagli operativi saranno specificati con circolare del Capo della Polizia – direttore generale della Pubblica sicurezza:
- rafforzamento delle attività info-investigative, finalizzate all'individuazione delle reti dello spaccio e alla lotta alle organizza-zioni criminali;
- potenziamento dell'attività di controllo del territorio con il concorso delle Polizie locali, soprattutto nelle aree maggiormente interessate dalla perpetrazione di tali illeciti;
- massimo coordinamento delle Forze di polizia.


Il principale obiettivo consiste nell'assicurare una forte presenza degli operatori della sicurezza sul territorio, in particolare nelle co-siddette “piazze dello spaccio”.


I dispositivi descritti nella direttiva dovranno essere considerati aggiuntivi rispetto a quelli attuati in via ordinaria.


Il supporto delle amministrazioni locali e la collaborazione della cittadinanza
Particolare rilievo assumono il supporto degli enti locali e la collaborazione dei cittadini.
Il supporto delle amministrazioni locali deve ricomprendere l'adozione, nelle aree più esposte a rischio, delle misure finalizzate alla messa in sicurezza e alla riqualificazione ambientale: da quelle manutentive sulla pubblica illuminazione alla realizzazione di recinzioni o alla predisposizione di servizi di vigilanza all'interno di aree verdi o parchi, dalla realizzazione di impianti di videosorveglianza – sfruttando anche le nuove opportunità che saranno offerte dalla conversione del decreto-legge 113/2018 – alla promozione di eventi culturali che mirino a favorire momenti di aggregazione e una maggiore vivibilità dei quartieri.

Un notevole valore aggiunto alla prevenzione delle più volte richiamate condotte illecite può derivare dall'attività di “osservazione” assicurata dai cittadini. Da questo punto di vista, la direttiva dell'interno richiama la necessità che il coinvolgimento dei privati nelle relative segnalazioni avvenga sempre in più strutturate forme di collaborazione, da definire e regolamentare negli “accordi di vicinato”. Nel contempo, dovrà essere assicurata la massima speditezza nelle procedure di espulsione dei cittadini stranieri coinvolti nelle attività criminali.


Il ricorso agli strumenti di tutela della sicurezza urbana
Uno dei pilastri del rafforzamento della attività di prevenzione è il ricorso, d'intesa con le amministrazioni locali, agli strumenti messi in campo dal decreto legge 14 del 2017, potenziati dal decreto legge 113/2018 e ulteriormente rafforzati nei lavori di conversione di quest'ultimo, per incidere positivamente sulla tutela della sicurezza urbana.


La direttiva richiama, in particolare, l'estensione del divieto di accesso in specifiche aree urbane (Daspo urbano), la cui inosservanza è assistita da una specifica sanzione penale; il divieto di accesso negli esercizi pubblici e di stazionamento nelle vicinanze degli stessi per coloro, tra gli altri, che siano stati condannati per reati in materia di stupefacenti; l'attività di collaborazione con le forze di polizia che potrà essere prestata dai titolari degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico intrattenimento sulla base di specifici accordi stipulati a livello locale; la regolamentazione degli orari di vendita dei prodotti di gastronomia pronti per il consumo.


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