Famiglie e studenti

“Flat tax” al 15% per ripetizioni e lezioni private

di Alessia Tripodi

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Arriva un’imposta al 15% per gli insegnanti su quanto percepito da lezioni private e ripetizioni. È una delle novità contenute nella nuova bozza della legge di bilancio approvata dal governo che arriverà in Parlamento mercoledì prossimo. Dal primo gennaio 2019 «i titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado», potranno chiedere - dice la norma - l'applicazione di una imposta sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali pari al 15%, «salva opzione per l’applicazione dell'imposta sul reddito nei modi ordinari». La “flat tax” punta all’emersione di un giro d’affari per la maggior parte “in nero” che, secondo il Codacons, nel 2018 ha raggiunto quota 950 milioni di euro.

Flat tax per gli insegnamenti privati
«I dipendenti pubblici che svolgono l’attività di insegnamento a titolo privato», si legge nella bozza di legge di bilancio, ferme restando le norme su incompatibilità e cumulo di impieghi e incarichi, «comunicano alla propria amministrazione di appartenenza l'esercizio di attività extra professionale didattica ai fini della verifica di eventuali incompatibilità». L’imposta andrà versata secondo le scadenze stabilite per l’Irpef. E «per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso ad essa relativi si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi», prosegue la norma.

Business da quasi 1 miliardo di euro
Un business da quasi 1 miliardo di euro, dunque, che pesa sempre di più sulle famiglie. Secondo il Codacons, nel corso dell’anno una famiglia italiana spende circa 650 euro in ripetizioni, spesa che può raggiungere i 950 euro all’anno se la materia da recuperare è il greco. Milano è la città più costosa: qui un’ora di ripetizione di greco può arrivare a costare anche 50 euro, nel caso in cui si ricorra ad un docente universitario.


© RIPRODUZIONE RISERVATA