Famiglie e studenti

Oxfam: Italia al sedicesimo posto per disuguaglianza e alla posizione 152 per la spesa a favore della scuola

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Italia 16esima (15esima sui 35 Paesi Ocse) per l'impegno nelle politiche di contrasto alla
disuguaglianza ma 152esima per la percentuale di spesa pubblica destinata all'istruzione. Lo rivela il nuovo Indice di contrasto alla disuguaglianza dell'Oxfam. L'indice composito esamina 157 Paesi in tre macro-ambiti di intervento: spesa pubblica, politica fiscale e politica del lavoro. Il primo posto lo guadagna la Danimarca. Tra i paesi più virtuosi ci sono anche Francia e Belgio.

Il 16mo posto a livello assoluto dell'Italia è «dovuto ancor oggi, in termini comparativi, al
portato del welfare italiano, la cui connotazione universalistica corre tuttavia il serio pericolo di ulteriore deterioramento a fronte di alcune delle scelte annunciate
dall'attuale governo in materia di politica fiscale e socio-economica», spiega l'Oxfam.

«Se l'Italia si collocava a fine 2017 nelle parti alte della classifica, il rischio di ridimensionamento nel ranking è oggi estremamente elevato», sottolinea la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti: «Il piano di riforme contenuto nella nota di
aggiornamento al Def, pur in assenza di molti dettagli specifici, lascia molte perplessità sulla reale capacità del nuovo governo di mantenere l'impegno di riduzione delle disuguaglianze assunto dal nostro Paese nel quadro dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite».


In particolare, sul fronte della spesa pubblica, l'Italia al momento si colloca al 152esimo posto (su 157 Paesi) per la percentuale di spesa pubblica destinata all'istruzione (21esima
nel ranking complessivo in tema di spesa pubblica, 31esima per la spesa destinata alla sanità e 7a per quella in sicurezza sociale), meglio solo di Timor-Leste, Bahrain, Antigua-Barbados,
Nigeria e Libano.

In tema di politica fiscale, va rilevata invece l'81esima posizione assoluta dell'Italia quanto a progressività strutturale del sistema fiscale (13esima nel ranking complessivo).

Sul lavoro, infine, l'Italia si colloca in assoluto in 36esima posizione (28esima fra i 35 Paesi Ocse), appena sotto la Spagna.


Il nuovo Indice, presentato da Oxfam e Development finance international al Meeting annuale del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale in corso a Bali, vede in
fondo alla classifica la Nigeria, ultima - spiega l'Oxfam - a causa della bassa spesa sociale, del peggioramento delle violazioni dei diritti del lavoro e della scarsa capacità di riscossione delle imposte.

Tra i 10 paesi in fondo alla classifica si trova anche Singapore, uno dei Paesi più ricchi al
mondo, con una pessima performance in tutti e tre gli ambiti. Il primo posto lo guadagna la Danimarca, grazie ad un portato storico di politiche fiscali progressive - spiega l'organizzazione -, ampia spesa pubblica destinata al welfare, forti tutele per i lavoratori, eppure questi capisaldi della politica danese rischiano di essere indeboliti dall'attuale
governo.

L'Indice evidenzia inoltre come nessun Paese, neanche tra quelli ai primi posti, è esente dal dover mettere in campo azioni correttive e maggiormente incisive per migliorare le proprie politiche di contrasto alla disuguaglianza.


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