Famiglie e studenti

La Garante per l’Infanzia: diritti dei minori anche nella formazione dei professionisti

di Alessia Tripodi

Un «percorso culturale» per inserire nella formazione dei professionisti - non solo insegnanti, ma, per esempio, anche avvocati e giornalisti - momenti di educazione a un rapporto più consapevole con i minori. Non più «basato sull’autorità, ma sul rendere i più piccoli protagonisti e riconoscerli come titolari di diritti». È questo uno dei progetti annunciati dalla Garante dell’Infanzia, Filomena Albano, in vista delle prossime celebrazioni per i 30 anni della Convenzione Onu per i diritti del fanciullo, firmata a New York nel 1989. Un percorso realizzato anche in collaborazione con gli Ordini professionali e che rientra nell’obiettivo di diffusione della cultura dei diritti di infanzia e adolescenza contenuto nel protocollo d’intesa firmato ieri da Albano con il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti .

Le priorità per la scuola
Per la realizzazione degli obiettivi indicati dalla Convenzione di New York la Garante ha individuato 5 priorità , presentate al Governo in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico. Tra queste c’è anche lo sviluppo di una scuola inclusiva, rispetto alla quale «abbiamo contatti con il Miur - spiega Albano - per garantire la diffusione sul territorio nazionale delle linee guida per i bambini fuori famiglia e per i bambini adottati». «Il Garante funziona come rete di collegamento sia per il mondo della scuola che per quello della salute» sottolinea Albano, e in tal senso «abbiamo un’intesa con l’associazione degli ospedali pediatrici per garantire la scuola in ospedale e la scuola domiciliare» ai bambini gravemente malati che non possono frequentare regolarmente le lezioni. Perchè «il punto di forza è non vedere il mondo della scuola a comparti, ma come un tutt’uno», sottolinea la Garante.

Fare rete per combattere dispersione, mediazione contro bullismo
Tra le priorità c’è anche la lotta all’abbandono e alla dispersione, che va realizzata «aumentando il raccordo tra uffici scolastici, servizi scolastici e tribunali minorenni», dice Albano. Anche perchè «spesso le assenze vengono segnalate solo alla fine dell’anno» e questo rende più difficile rilevare i casi di abbandono. Contro il bullismo, poi, continua anche quest’anno il progetto di mediazione scolastica per la risoluzione dei conflitti che lo scorso anno ha coinvolto 80 scuole, «riscuotendo un grande successo», dice Albano.

In arrivo banca dati per tutori volontari
Albano ha fatto anche un bilancio del progetto per diventare t utori volontari dei minori stranieri non accompagnati, lanciato lo scorso anno . «L’iniziativa ha avuto una risposta incredibile dalla società civile, moltissimi cittadini si sono messi in gioco - ha detto la Garante, alla quale è affidata la vigilanza sui tutori volontari - sono arrivate oltre 4mila domande e l’attività di selezione e formazione dei tutori sta andando avanti». «Stiamo realizzando la banca dati nazionale per fornire un quadro della situazione e sono arrivate le prime nomine da parti dei tribunali dei minori» ha continuato Albano, sottolineando che si tratta di «un progetto di integrazione molto importante» che ora «va messo a sistema», perchè «il tutore non può essere lasciato solo ma deve essere in rete con tutti i soggetti del territorio, ovvero garanti, prefetture, questure, associazioni».


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