Famiglie e studenti

Ridurre le ore non scongiura gli abusi

di Eugenio Bruno

Nessuno pretende che un governo entrante (di qualunque colore sia), nel giudicare l’impatto delle riforme introdotte da quello uscente, utilizzi la stessa la pazienza e la stessa perizia che l’entomologo dedica allo studio degli insetti. Ma aspettarsi almeno l’osservazione della realtà su cui si sta intervenendo sì. E i numeri qui accanto, ad esempio, ci dicono che il 90% degli istituti tecnici ha superato le 200 ore di formazione on the job. Spesso in collaborazione con le imprese.

Se è vero che renderla obbligatoria per legge, fissando tetti uguali per tutti gli indirizzi, ha spinto molte scuole a farla sempre e comunque, anche quando non c’erano le condizioni, è altrettanto vero che non basta dimezzare le soglie per evitare gli abusi. Che si sono verificati, va detto. Insieme però a tante esperienze di successo.

Anziché ordinare “Indietro tutta” non sarebbe meglio certificare la “buona” alternanza e il rispetto dell’obiettivo formativo? Che era e resta permettere agli studenti degli ultimi tre anni delle superiori di mettere il naso fuori dalle classi. E cominciare a orientarsi nella scelta del lavoro che verrà. Se verrà.


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