Famiglie e studenti

Via al progetto scuola-lavoro dei grandi gruppi del farmaco

di Claudio Tucci

Come nasce e si sviluppa un farmaco. Facendo esperienza “diretta” nei laboratori di ricerca, sempre più nei farmaci biotech, e negli stabilimenti produttivi, di grandi colossi del settore, come Alfasigma, Chiesi, Menarini, AbbVie, BMS, GSK, MSD, Merck Serono, Sanofi, Janssen, solo per citarne alcuni.

Avviato, in via sperimentale, nel 2017, in due cluster nel Lazio e in Emilia Romagna, coinvolgendo un centinaio di studenti degli ultimi tre anni di istituti superiori, licei, tecnici e professionali, il progetto di alternanza scuola-lavoro targato Farmindustria è pronto a decollare, aprendo a un innovativo approccio, “di filiera”. Con l’avvio, a settembre, del nuovo anno, nel Lazio partirà un secondo cluster tra Roma e Frosinone, e stanno per essere attivati, pure, ulteriori percorsi “on the job” in Lombardia e Toscana, con l’impegno a estenderli successivamente in tutt’Italia nei territori dove sono presenti imprese farmaceutiche.

L’iniziativa, premiata dal Miur come “best practice”, spiega il numero uno di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, «permette ai ragazzi di apprendere il valore industriale, economico e sociale del settore farmaceutico. Si tratta di vere e proprie esperienze didattiche dove i giovani, attraverso appositi percorsi in azienda, hanno la possibilità di conoscere da vicino il nostro mondo: dal rigore della ricerca alla qualità della produzione, dalla distribuzione alla complessità delle procedure per l’accesso alla terapia da parte dei pazienti».

Diverse sono infatti le peculiarità del progetto scuola-lavoro organizzato da Farmindustria, con il coinvolgimento anche dei sindacati: si parte con gli studenti di terza superiore che si cimenteranno con la ricerca farmaceutica, la digitalizzazione dei prodotti e dei processi, i social media, che stanno irrompendo con forza nel comparto, da sempre all’avanguardia nell’innovazione tecnologia. L’ultimo anno del percorso “on the job” i ragazzi riceveranno informazioni più tarate sull’orientamento universitario per il settore farmaceutico e sull’inserimento lavorativo.

L’approccio “di filiera” lo si vede dal parterre di partecipanti: oltre alle imprese farmaceutiche già citate ci sono nomi come BSP Pharmaceuticals, C.O.C farmaceutici, I.B.I. Lorenzini, Allergan, Chemi (gruppo Italfarmaco). E sono coinvolte altre realtà imprenditoriali dell’indotto, come quelle che sviluppano macchinari e tecnologie per la produzione e il confezionamento dei medicinali, per esempio il gruppo Marchesini.

L’obiettivo, strategico per l’intera industria italiana, è avvicinare il mondo dell’istruzione con quello del lavoro (dal 2014 a oggi le aziende farmaceutiche hanno assunto 6mila under30 - anche il nuovo Ccnl chimico e farmaceutico punta molto su formazione dei giovani e soft skills); e c’è la possibilità pure di “personalizzare” i percorsi di alternanza, con moduli didattici ad hoc, per esempio, sul ciclo di vita dei farmaci (vale a dire il percorso del farmaco dall’idea al paziente), sul 4.0, anche per far illustrare la digitalizzazione del mondo produttivo e le competenze richieste dalle imprese nei prossimi anni, o sull’organizzazione sanitaria in Italia, con un focus specifici sulla ricerca farmaceutica e sul suo impatto su salute e qualità della vita. Insomma, chiosa il presidente Scaccabarozzi, «vogliamo aiutare i giovani a conoscere le imprese per un migliore inserimento nel mercato del lavoro».


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