Famiglie e studenti

Maturità: 2 studenti su 3 “a caccia” dei commissari esterni

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Curiosi ma non troppo. Una delle principali attività che, alla vigilia di ogni maturità, gli
studenti mettono in campo è la ricerca spasmodica di informazioni su chi li dovrà giudicare senza conoscerli: i commissari esterni. Tradizione vuole che, a poche settimane dall'esame di Stato, il ministero dell'Istruzione pubblichi sul proprio sito Internet e comunichi a ogni scuola i nomi dei professori che compongono le commissioni. È quello il giorno in cui parte ufficialmente la caccia al docente. Ma, quest'anno, le cose potrebbero non andare come ci si aspetta. O, almeno, è la sensazione che si ricava dai risultati di un sondaggio sul tema, effettuato da Skuola.net su 7500 ragazzi di quinto anno delle superiori.


Circa 1 maturando su 3, infatti, dice di non avere urgenza di avere a disposizione le liste con i nomi dei commissari. E gli altri? Curiosi sì, ma senza farsi prendere dall'ansia: solo il 17% andrà personalmente in segreteria per avere l'elenco, senza aspettare la pubblicazione online (che solitamente avviene qualche giorno dopo), mentre il 18% demanderà il compito ai rappresentanti di classe. Ma la fetta più ampia - il 32% - attenderà pazientemente che il Miur lo diffonda via Internet.


A stemperare il clima, probabilmente, è il fatto che (alla fine di maggio) in pochissimi sanno con precisione quando ciò avverrà: solo 1 su 4 conosce già la data (al 16% gliel'hanno detto i professori interni, al 6% il preside, al 3% il personale scolastico). Perché, una volta entrati in possesso di quei nomi, l'istinto investigato dei ragazzi torna a farsi vivo. Così, quando gli elenchi saranno ufficiali, oltre l'80% degli studenti inizierà a scandagliare fonti personali e risorse web per cercare di capire chi sono quegli sconosciuti: il 62% se ne occuperà in prima persona, il 21% si farà informare dai compagni di classe. Appena il 17% dichiara che non farà nulla.


Le notizie fondamentali da sapere sul conto dei commissari esterni? Al primo posto ci sono eventuali stranezze e fissazioni (30%). Molto ambite pure le domande più frequenti che fanno alle interrogazioni (25%). Segue il livello di severità con cui assegnano i voti (15%). Interessa meno la personalità (14%). Il canale preferito per avere questi dati restano i propri docenti (31%), quelli che condivideranno con quelle persone le cattedre della commissione.

Ma anche la pista “tech” è molto battuta, con due scuole di pensiero a confronto: il 26% si affiderà a un social network, il 20% ai siti internet specializzati per studenti. Solamente il 6% resta legato agli stratagemmi del passato e andrà direttamente nella scuola dove insegnano i prof esterni.


A proposito di social network, i tempi cambiano e le abitudini degli utenti mutano rapidamente, soprattutto tra i teenager. La “caccia al commissario” non fa eccezione. Così, se fino allo scorso anno la piattaforma maggiormente consultata (quasi l'unica) era Facebook, oggi si fa largo un nuovo protagonista: Instagram. È un vero boom quello registrato dall'attuale re dei social: se nel 2017 lo usava come strumento d'indagine un misero 2%, ora lo adotterà ben il 14%. E Facebook? Resiste il suo primato (verrà utilizzato dal 68% dei maturandi che sceglieranno la modalità di ricerca social) ma con un evidentissimo calo (dodici mesi fa erano addirittura l'84%).


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