Famiglie e studenti

Integrazione «4.0» con i robot

Una partita di “calcetto” giocata da robot; senza arbitri “umani”, ma con un “pallone intelligente” e schemi di attacco e difesa in piena regola, il tutto progettato e realizzato da un team di studenti, capitanati da una ragazza egiziana del quinto anno. Non solo didattica curriculare e competenze linguistiche.

All’istituto tecnico-industriale Galileo Galilei di Roma, all’Esquilino - un quartiere a forte presenza migratoria - l’integrazione degli alunni non italiani passa anche per un corso di “robotica”. Che, in questi giorni, è valso all’istituto il primo posto al concorso nazionale «Robocup», racconta la preside Elisabetta Giustini. L’idea è semplice, spiega il responsabile del progetto, il docente Carmine Taraborrelli: «Sviluppiamo il problem solving, facendo mettere in pratica ai ragazzi le nozioni di informatica, elettronica, fisica, solo per fare qualche esempio, che vengono apprese in aula. Di recente siamo stati in Giappone a illustrare le nostre iniziative, ricevendo diversi riconoscimenti».

Si punta molto sulla didattica laboratoriale, soprattutto extracurriculare. «Nel pomeriggio, dal lunedì al sabato - aggiunge la dirigente Giustini - ospitiamo 400 alunni cinesi per le loro lezioni di lingua. C’è pure un corso serale, e progetti tecnico-scientifici, alcuni in collaborazione con l’università La Sapienza. Il nostro miglior perito informatico? Uno studente rumeno di 15 anni».


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