Famiglie e studenti

Ocse: i genitori italiani scelgono la scuola per la reputazione e non per i risultati

di Giuliana Licini

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Quando si tratta di scegliere la scuola per i propri figli i genitori italiani si basano più sulla reputazione dell'istituto che sui risultati accademici che permette di conseguire. Anche perché scarseggiano gli indicatori che possano aiutare le famiglie a risolvere il dilemma scolastico. In base a uno studio dell’Ocse - l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce i 34 Paesi più industrializzati del mondo, da sempre attenta ai temi dell'istruzione (come dimostrano i test Pisa per la valutazione delle competenze degli studenti) - i genitori italiani nel valutare la qualità di una scuola sono i meno interessati ai risultati accademici all'interno di un “panel” di 11 Paesi. Il peso maggiore viene dato alla fama dell'istituto, all'ambiente e alla sicurezza che offre. Incidono meno, poi, altri fattori quali i costi della scuola e la distanza rispetto a casa.

La classifica dell’Ocse
Complessivamente i genitori della Penisola sono al penultimo posto sugli 11 Paesi per l’importanza data alla qualità complessiva della scuola. Solo gli ungheresi se ne interessano meno, mentre cileni e portoghesi sono al “top”. «In generale i genitori in Italia sono meno interessati degli altri ai vari criteri che abbiamo individuato nel contesto Pisa. Magari perché sono meno propensi a usare la possibilità di scelta della scuola, perché la poca autonomia fino ad ora non ha creato differenziazioni notevoli tra istituti della stessa zona o forse perchè ci sono ancora pochi indicatori che i genitori possono usare per discriminare tra scuole diverse», commenta Francesca Borgonovi, economista dell'Ocse, esperta di istruzione. Alla fine, quindi, «si tende a privilegiare la fama di una scuola piuttosto che indicatori standardizzati sull’apprendimento dei ragazzi» che in Italia per l’appunto scarseggiano. Tuttavia, la reputazione di una scuola molto spesso ha a che fare con l'utenza socio-economica e poco con il valore aggiunto di quella scuola e del corpo docente», oppure la fama si basa sulla capacità di leadership del dirigente scolastico, aggiunge Borgonovi.
Accade spesso, in effetti, che le scuole con la migliore reputazione siano i licei del centro città solo in virtù del loro bacino di utenza, mentre capita che gli istituti di periferia o in aree disagiate non godano per l'analogo motivo di una buona reputazione. Eppure, «in Italia vi sono ottime esperienze in termini di qualità che operano in contesti difficili. Promuovere l’utilizzo di indicatori della qualità delle singole scuole può aiutare il sistema nel suo complesso ad individuare esperienze di eccellenza e a capire quali fattori permettano di replicare queste esperienze in altri contesti».

Le conseguenze
L’atteggiamento dei genitori nel valutare la qualità della scuola non è senza ricadute: secondo i test Pisa i ragazzi che hanno genitori che ritengono che i risultati accademici siano molto importanti hanno 46 punti in più nei test Pisa di matematica. I punti scendono a 32 al netto delle differenze socio-economiche, ma è pur sempre l’equivalente di un anno di scuola.


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