Famiglie e studenti

“Masterprof - No ordinary teachers” la start up che valorizza gli insegnanti migliori

di Maria Piera Ceci


E’ stato finalista al “Global teacher prize 2015”, una sorta di premio Nobel per l’insegnamento, ma non ha vinto il milione di dollari in palio, andati all’americana Nancie Atwell. Ma Daniele Manni è comunque un insegnante speciale. 56 anni, da 28 in cattedra per insegnare informatica. In cattedra si fa per dire, visto che nel suo lavoro quotidiano, la cattedra è prevista ben poco. Con i suoi ragazzi infatti si sperimenta, si crea, si progetta. E ne nascono idee interessanti. Come la sua ultima creatura, la start up “Masterprof - No ordinary teachers”, realizzata con i ragazzi della terza A dell’istituto “Galilei-Costa” di Lecce.

Prof migliori segnalati sul web
Si tratta di un sito in cui si possono segnalare gli insegnanti migliori, quelli (e in Italia ce ne sono tanti) che non scappano da scuola al suono della campanella e che vogliono sperimentare metodi innovativi per appassionare i ragazzi alla propria materia, nonostante stipendi modesti e bloccati da anni. Manni in gennaio aveva scritto al premier Matteo Renzi e al ministro Stefania Giannini per chiedere azioni concrete che potessero elevare l’immagine della professione docente in Italia. Aveva anche suggerito alcune idee, fra cui uno stipendio più decoroso (non una mera richiesta di denaro - precisava - ma un mezzo per ottenere una maggiore qualificazione sociale). Al momento in aumenti di stipendio meglio non sperare nemmeno e allora che venga regalata agli insegnanti migliori almeno la soddisfazione di veder riconosciuto il loro lavoro, ha pensato Manni.

Il meccanismo
A segnalare i prof più bravi può essere chiunque: studenti soprattutto o ex studenti, ma anche insegnanti che abbiano piacere di parlare di una buona pratica messa in atto da un collega, e poi famiglie, dirigenti scolastici e i docenti stessi, che potrebbero voler condividere una buona esperienza messa in atto in classe. “Masterprof” si è ispirato proprio al “Global teacher prize”, ma non è una competizione: non ci sono giurie, scadenze, finalisti e vincitori. I ragazzi hanno letto e tradotto le storie raccolte e ne sono rimasti colpiti, tanto da voler fare qualcosa di simile per quegli insegnanti italiani che nel loro lavoro mettono impegno e passione. Al momento stanno raccogliendo le segnalazioni. Il secondo passo sarà quello di chiamare i diretti interessati per farsi raccontare la propria esperienza scolastica che verrà poi pubblicata sul sito.

Mettere in luce le buone pratiche
«L’obiettivo - racconta a Scuola24 Daniele Manni - è quello di mettere in luce tutte le buone pratiche della scuola italiana per dare visibilità ai migliori. Questo per dare soddisfazione ai diretti interessati, ma anche nella speranza che queste storie siano da stimolo per i colleghi, per tutta la comunità scolastica, possa fare da catalizzatore per far venire voglia di cambiare, emulare, crescere e smuovere le acque nella scuola».

Confronto intorno a una start up
E l’esperienza di “Masterprof” serve anche ai ragazzi per imparare a confrontarsi con un lavoro importante, quello di una start up. Per Manni infatti è importante avvicinare gli under 18 alle start up, creando delle imprese reali che funzionino e facciano addirittura guadagnare. «Siamo una scuola tecnico-economica - spiega ancora Manni - quindi dobbiamo insegnare loro a diventare dei manager. E il modo migliore è proprio quello di farlo. Poi già dal primo anno imparano a costruire siti internet in html, in terza sono già bravini, in quinta sono bravissimi».
Ma c’è spazio in Italia per dei Masterprof? «Credo di sì, ne sono un esempio vivente - racconta ancora Manni - Il mio spazio me lo sono creato, le mie ore le ho allargate virtualmente. Con ognuna delle mie classi ho un gruppo su Facebook privato e oltre alle ore settimanali in classe ci sentiamo via rete nel pomeriggio e i ragazzi continuano a lavorare, altrimenti questi progetti non si potrebbero portare avanti. Quest’idea è nata solo un mese e mezzo fa ed ora è già realtà solo perchè abbiamo lavorato oltre l’orario scolastico. Se il docente ha voglia e di questi docenti ce ne sono tanti come testimoniano le storie che stanno già arrivando al nostro sito, però se riusciamo a stimolare anche gli altri probabilmente qualcosa comincia a muoversi».
E le soddisfazioni non mancano. «La nostra professione è l’unica in cui, se dopo 20-25 anni incontri ex alunni, ancora ti ringraziano per quanto hai fatto, una soddisfazione che non ha nessun’altra professione».


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