Famiglie e studenti

Tutte le istruzioni per il trasferimento dell’alunno da un istituto all’altro

di Lorena Loiacono

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Pentirsi della scelta fatta, scoprire che la propria vocazione non è per le materie letterarie ma per quelle scientifiche o, magari, voler cambiare istituto e quindi docenti solo per provare a recuperare quelle insufficienze che altrimenti metterebbero a rischio la promozione. Puntualmente le scuole si ritrovano alle prese con studenti che, in corso d’anno, chiedono il nulla osta per trasferirsi in un altro istituto.


Due le domande da presentare
Lo studente che intende trasferirsi deve presentare la sua richiesta sia al preside della scuola in cui vuole iscriversi sia al dirigente dell’istituto da cui vuole andar via. Le due richieste procedono di pari passo visto che si tratta di un passaggio delicato, soprattutto per lo studente.


Il nulla osta arriva dal preside
Spetta infatti al dirigente scolastico di provenienza valutare la possibilità di lasciar andare il ragazzo e a quello di destinazione di accoglierlo. Non ci sono limiti temporali per cambiare scuola e il nulla osta, sempre se motivato, non può essere negato.


Per il trasferimento servono motivazioni valide
Il dirigente scolastico della scuola in cui lo studente intende trasferirsi incontra il ragazzo e, se minorenne, anche i genitori per capire la motivazione del cambio di istituto. Spesso si tratta di adeguarsi alle esigenze famigliari, magari in vista di un trasloco, a volte di necessità personali nel caso in cui, ad esempio, il ragazzo abbia difficoltà di relazione con i compagni.


Presentare voti e programma svolto
Per accettare la richiesta, sempre che la scuola consenta nuove iscrizioni senza provocare sovraffollamenti oltre i limiti, il preside dovrà ricevere dalla scuola di provenienza la pagella del ragazzo con i voti nelle singole materie, la posizione dello studente rispetto al pagamento delle tasse scolastiche e un’informativa sul programma già svolto.


La normativa risale a un regio decreto
La prassi da seguire per chiedere il trasferimento da una scuola all’altra risale al 1925, precisamente al regio decreto del n.653 del 4 maggio. In cui, all’articolo 4, si legge: «L’alunno che intende trasferirsi ad altro istituto durante l’anno scolastico deve farne domanda in carta legale al preside del nuovo istituto, unendo alla domanda stessa la pagella scolastica col nulla osta da cui risulti che la sua posizione è regolare nei rapporti della disciplina e dell’obbligo delle tasse, e una dichiarazione del preside dell’istituto di provenienza relativa alla parte di programma già svolta».


La parola spetta anche al consiglio di classe
Nel regio decreto n. 653 c’è anche un passaggio dedicato al consiglio di classe che, all’occorrenza, può intervenire nella decisione da prendere. «Il preside predetto – si legge nell’articolo 4 - convoca il Consiglio di classe, che valuta i motivi della domanda con speciale riguardo a casi di trasferimento della famiglia e decide inappellabilmente sull’accoglimento della domanda stessa. I documenti scolastici dell’alunno iscritto in un istituto in seguito a trasferimento sono trasmessi d’ufficio dall’istituto di provenienza».


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