RITRATTO

Benvenuti, l’astrofisico alla guida dell’Asi che studia i sistemi planetari extrasolari

di An.C.

Ex ordinario di astrofisica all’università di Padova, oggi in pensione, il professor Piero Benvenuti conferma di essere stato indicato come commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi)dal governo M5s-Lega dopo la revoca del mandato al presidente Roberto Battiston. In passato

Ex ordinario di astrofisica all’università di Padova, oggi in pensione, il professor Piero Benvenuti conferma di essere stato indicato come commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi)dal governo M5s-Lega dopo la revoca del mandato al presidente Roberto Battiston. In passato Benvenuti ha messo in evidenza «un dato ormai consolidato: la presenza di sistemi planetari extrasolari». Con le implicazioni che questa considerazione comporta.

In particolare, in occasione della scoperta, lo scorso anno, dei sette pianeti intorno alla stella Trappist-1, Benvenuti ha detto di accogliere quella notizia come «una di quelle che catturano l’immaginazione del pubblico, perché fa capire come le condizioni per lo sviluppo della vita non siano poi così rare come pensavamo».

Dal punto di vista scientifico, ha aggiunto in quella occasione, il dato di maggiore interesse è «la conferma che intorno ad ogni stella c’è un sistema planetario: non si tratta di un’eccezione, bensì della regola. Questi pianeti - spiega Benvenuti - sono i sottoprodotti della formazione della stella stessa. Ogni volta che nasce una stella, si forma anche un sistema planetario, che evolve nel tempo e alla fine dà origine a quello che noi conosciamo come sistema solare. Trappist-1, dunque, non fa che confermare un dato ormai consolidato, e cioè che la presenza di sistemi planetari extrasolari è la regola».

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Originario di Conegliano, in provincia di Treviso, 72 anni, una moglie e due figli, negli anni Settanta si laurea in fisica presso l’università di Padova. Compie i primi passi come astronomo presso l’Osservatorio di Asiago dell’ateneo veneto, quindi nel 1977 si trasferisce presso l’Osservatorio Spaziale IUE dell’Agenzia spaziale europea, a Villafranca del Castillo (Madrid), dove lavoro come “Astronomo Residente”. Nel 1981 diviene staff member dell’Agenzia spaziale europea e assume la carica di direttore dell’Osservatorio IUE.

P er 19 anni è responsabile scientifico europeo del progetto “Hubble” (progetto in collaborazione tra la Nasa e l’Esa) per conto dell’Agenzia spaziale europea e dirige il Centro Esa per il Telescopio Spaziale “Hubble” presso l’Eso (European Southern Observatory) a Monaco di Baviera.

Benvenuti fa ritorno in Italia. Dal 1986 al 2005 è stato Ordinario di Astrofisica presso l’università di Cagliari. Nel 2005 passa a insegnare presso dipartimento di Astronomia dell’università di Padova come ordinario di Astrofisica delle alte energie.

N egli anni 2000-02 è responsabile del progetto AstroVirTel (Telescopio Virtuale) e responsabile Esa nel Progetto AVO (Astrophysical Virtual Telescope), entrambi finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del quinto Framework Plan.

Nel 2003 è nominato Commissario straordinario per la riforma dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), di cui, nell’ottobre 2004, diventa presidente per un quadriennio. Nel 2007 si dimette da presidente dell’Inaf e rientra in servizio presso l’università di Padova. Nel 2007 viene nominato, per un quadriennio, consigliere di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Benvenuti diventa segretario generale dell’Unione astronomica internazionale (Uai).

Gli studi scientifici si concentrano sul mezzo interstellare diffuso, sulle regioni di formazione stellare e sui resti di supernove. Si interessa anche di applicazioni informatiche nel campo dell’astrofisica digitale, in particolare nel progetto di realizzazione dell’Osservatorio Astrofisico Virtuale (AVO).

Ora la nomina a commissario straordinario dell’Asi. «Ho accettato questo incarico con spirito di servizio per il Paese», commenta. E sottolinea: «Porterò avanti questo incarico fino all’insediamento del nuovo presidente, comunque per un periodo non superiore a sei mesi».


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