Enti e regioni

Scuole linguistiche escluse dai ristori, a rischio 15mila occupati

di Claudio Tucci

Appello al governo per salvare il settore delle scuole di lingue dal collasso finanziario dovuto all’esclusione dal decreto Ristori-bis. Ogni anno arrivano in Italia circa 30mila studenti dall’estero. Una settimana di soggiorno e studio costa 431 euro.

Le scuole linguistiche lanciano un appello al governo per essere inserite nel decreto Ristori-bis e quindi poter contare, anche loro, che sono vere e proprie imprese, sugli indennizzi disposti dall’esecutivo Conte per sostenere le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid previste dai recenti Dpcm. Le scuole di lingue presenti nel nostro Paese rientrano fra le aziende che hanno avuto perdite di fatturato fra il 75% e il 95% del fatturato. Da quanto si apprende, sarebbero a rischio circa 15mila posti di lavoro, considerando che, per la peculiarità del servizio offerto da queste scuole, la modalità di prosecuzione delle attività interamente on line non è considerata un’alternativa praticabile.

L’appello al governo
A farsi portavoce del grido d’allarme è l’Asils (l’Associazione delle scuole di Italiano come lingua seconda) che ha chiesto all’esecutivo Conte di evitare discriminazioni visto che il decreto Ristori-bis ricomprende le aziende con codice ATECO 855209 (Altra Formazione Culturale), ma non quelle con codice ATECO 855930 (Scuole e Corsi di Lingua), appunto. Il comparto dell’educazione linguistica è in ginocchio da febbraio prima a causa della chiusura delle rispettive scuole per decreto e, dopo la riapertura, per la drastica riduzione di clientela dovuta alla quasi impossibilità di offrire corsi di gruppo per ottemperare alle regole di distanziamento sociale. Oltre alle 41 scuole Asils ci sono tante scuole private non Asils, le scuole della società Dante Alighieri, le università per stranieri di Siena e Perugia, le università americane in Italia. Insomma, un segmento importante anche dal punto di vista turistico-economico per la promozione del Sistema Paese all’estero.

I numeri
Per rendersi conto dell’impatto sulla nostra economia, Asils ci fornisce questi numeri, relativi alle proprie 41 scuole. Nel 2019, quindi in tempi pre pandemia, sono arrivati in Italia circa 30mila studenti provenienti da tutto il mondo. Il fatturato totale del 2019 è stimato in 20,2 milioni di euro, pari ad una media di 423mila euro ad istituto. La spesa media settimanale degli studenti (corso + alloggio) è di 431 euro. Considerando la permanenza media di 4,3 settimane, vale a dire più o meno 30 giorni, la stima del movimento turistico generato è di 797mila presenze, di cui il 63% studenti europei, il restante 37% extraeuropei. Ipotizzando una spesa media giornaliera pro-capite dei visitatori stranieri in Italia (fonte Bankitalia) pari a 62,8 euro, esclusa la spesa sostenuta per l’alloggio, è possibile quantificare l’ulteriore spesa sostenuta dagli studenti Asils in oltre 50 milioni di euro a vantaggio di tutto l’indotto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA