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Formazione all’estero: l’emergenza Covid non ferma Erasmus+

di Claudio Tucci

L’emergenza sanitaria non ferma Erasmus+, che va avanti, grazie al supporto delle nuove tecnologie, in modalità “blended”, vale a dire combinando un periodo di apprendimento virtuale e un’esperienza di mobilità fisica all’estero, che si spera potrà avvenire terminata la fase emergenziale.

Del resto, che i periodi di lockdown (anche di alcuni stati europei, storiche mete Erasmus+) e i timori legati al diffondersi del coranavirus non avessero scoraggiato giovani e docenti lo si era già visto con le candidature progettuali. L’Agenzia Nazionale Erasmus+ Inapp, che si occupa del settore istruzione e formazione professionale del programma, ha ricevuto infatti quest’anno 425 proposte per la mobilità individuale ai fini di apprendimento, registrando un incremento del 5% rispetto al 2019; e 247 candidature per l’azione Partenariati Strategici, in questo caso segnando addirittura +28% rispetto all’anno prima, a fronte di una dotazione finanziaria Erasmus+ disponibile per il 2020 di oltre 55 milioni di euro (per l’ambito istruzione e formazione professionale).

Di tutto questo si parlerà lunedì, e fino al 13 novembre, alla settimana europea delle competenze professionali, organizzata dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ Inapp. Il primo appuntamento, dove è atteso il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, è un webinar dedicato all’impatto del programma Erasmus+ sulla Vet (Vocational education and training, ndr), dal titolo «Le indagini, i risultati e le buone pratiche». E una di queste best practice è nella rosa dei tre finalisti al premio «European Funding for Excellence Awards - Erasmus+ Green dimension». Si tratta del progetto «Forest4Life», coordinato dall’istituto “Baruffi” di Ceva (Cn) e promosso da una rete di organismi con competenza nel settore forestale, nel monitoraggio, conservazione e gestione delle risorse forestali e agricole delle regioni di montagna (l’iniziativa ha permesso a 88 studenti di effettuare esperienze formative di mobilità all’estero di 5 settimane).

«Con circa 43mila partecipanti alle esperienze di mobilità transnazionale realizzate dal 2014 ad oggi, l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Inapp conferma di aver raggiunto importanti risultati nel segmento istruzione e formazione professionale del Programma - ha sottolineato il presidente di Inapp, Sebastiano Fadda -. Con alcuni progetti si è posta l’attenzione sulle transizioni digitali e verdi, due asset che serviranno anche a riprogettare il mondo e il mercato dopo la pandemia».

Dal 2014 ad oggi sono stati 4.182 i progetti presentati in Italia per l’ambito istruzione e formazione professionale, 2.636 di mobilità individuale (di cui 732 finanziati) e 1.546 di partenariati strategici (di cui 230 finanziati). Significativo è stato l’investimento della Commissione europea e degli Stati membri dell’Ue che hanno messo a disposizione dell’Italia, nel settennato, circa 300 milioni di euro.

Ma che metà hanno scelto i candidati all’edizione 2020? Circa il 64% delle esperienze finanziate riguardano il gruppo di paesi composto da Austria, Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna.


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