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Bologna, un corso per formare gli educatori alla lettura

di Redazione Scuola

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Un progetto per formare un nuovo profilo professionale, l’educatore alla lettura, inesistente in Italia, con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro, formare e impiegare 12 ragazze e ragazzi.

L’iniziativa
È l’ultima iniziativa lanciata all’interno del programma delle Scuole di Quartiere, promosse dal Comune di Bologna e finanziate coi fondi europei del Programma Pon Metro 14-20. L’attività del corso da 300 ore è coordinata dal Dipartimento Cultura e dal Patto per la Lettura insieme all’Associazione culturale Hamelin. Ieri l’assessore alla cultura Matteo Lepore ha tirato le somme del primo anno delle Scuole di Quartiere, che hanno coinvolto circa 5mila giovani con 19 progetti in tutta la città. Palazzo d’Accursio ha investito 10 milioni e, in collaborazione con Fondazione Innovazione Urbana, ha coordinato l'alleanza messa in piedi con imprese sociali, associazioni e istituzioni culturali.

Tra i progetti principali del primo anno Freewear Academy, un percorso formativo condotto in Bolognina che ha portato alla creazione della linea di moda B-Switch realizzata dai ragazzi. Dopo un anno segnato dal Coronavirus, che non ha impedito ai progetti di continuare sperimentando nuove modalità operative, si è deciso di lanciare “Scuola di azioni Collettive”, un nuovo progetto promosso dalla Fondazione Innovazione Urbana con il Comune: un percorso di formazione e sviluppo di progetti ad impatto sociale, economico, ambientale e culturale dedicato al Terzo Settore, alle comunità, alle reti e ai cittadini attivi del territorio. Le Scuole si rivolgono anche agli anziani, duramente colpiti dalla pandemia: Auser ha messo in campo il progetto “Dalle parole agli atti, idee per la longevità”, per offrire ai partecipanti l'opportunità di conoscere e approfondire l'utilizzo di piattaforme di videoconferenze online e dei social network e sei laboratori teatrali online.


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