Enti e regioni

«Puntare sull’occupazione dei giovani per la ripresa»

di Redazione Scuola

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«Il Governo prenda in considerazione il nostro piano straordinario per l’occupazione che prevede di utilizzare parte delle risorse del Recovery Fund per offrire ai giovani ed in particolare ai Neet, ragazzi che non studiano e non lavorano, un’opportunità di rimettersi in gioco attraverso l’apprendistato formativo per lavorare nei settori in cui le imprese hanno più bisogno del loro contributo e contemporaneamente raggiungere un titolo di studio».

Il messaggio
Lo ha detto Paola Vacchina, presidente nazionale Forma e consigliera Cnel, intervenendo ieri a Roma, in diretta streaming, durante la seconda e ultima giornata della XXXII edizione del seminario di formazione europea dal titolo «Per i giovani e per il rilancio del Paese», organizzato da Ciofs FP - Centro Italiano Opere Femminili Salesiane Formazione Professionale - e Forma con il patrocinio della Regione Lazio.

«Puntare sulle competenze e la qualificazione del capitale umano, a cominciare dai giovani, è uno degli assi su cui deve investire il Paese per la ripresa, non a caso la Commissione europea con il piano Next generation EU dedica una specifica attenzione ai percorsi di formazione e accompagnamento professionale che possono rappresentare per il Paese una visione nuova di preparazione al mondo del lavoro - ha dichiarato la ministra - Una formazione non a pioggia ma che deve riconoscere le specificità e diversità di ciascuno e sappia incidere nelle storie personali di ogni ragazzo per far sì che quella storia personale diventi poi contributo fattivo per tutta la società. Una formazione maggiormente inclusiva, con attenzione particolare al mondo femminile, costruendo percorsi dedicati alle donne soprattutto per l'acquisizione di competenze finanziarie, tecnologiche, digitali, di competenze che abilitano anche forme di autoimprenditorialità».

Il ruolo della formazione professionale
«La formazione professionale che riguarda oltre 2 milioni di giovani e adulti inoccupati, copre l'86% dei 24 Settori economico professionali (Sep) italiani e ha la caratteristica di una grande flessibilità per rispondere specificamente e rapidamente alle esigenze dei mercati del lavoro territoriali e alle diverse tipologie di allievi, rappresenta un segmento assolutamente innovativo ed inclusivo del sistema educativo italiano. Attualmente, i centri e le scuole di formazione attive sul territorio nazionale offrono percorsi formativi per 29 Tecnici professionali articolati in 54 indirizzi formativi, per un totale di 172 competenze e 25 Operatori articolati in 36 indirizzi formativi e 132 competenze», ha aggiunto suor Manuela Robazza, presidente nazionale Ciofs. Per la viceministra Ascani, «La formazione professionale deve diventare la leva per rialzarci da questa crisi pesantissima. L’impegno del Governo è quello di stare ancora più vicino alla comunità scolastica in tutte le sue espressioni, insieme alle Regioni stiamo lavorando perché non ci siano strappi ma ci sia una condizione equilibrata. Sulla formazione professionale, che è strategica per offrire lavoro qualificato, bisogna andare oltre i pregiudizi ideologici e riscoprirne, come hanno fatto in tutta Europa le enormi potenzialità».


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