Servizi per il lavoro

Scuola-lavoro, in campo 30 big del farmaceutico

di Claudio Tucci

Più di 30 colossi farmaceutici coinvolti, 35 per l’esattezza. Una decina di istituti tecnici sparsi tra Lazio, Emilia Romagna e Lombardia. Circa 200 studenti impegnati in percorsi di scuola-lavoro, con oltre 500 ore di formazione erogata (tra lezioni frontali, project work e visite aziendali), e 700 e più ore di esperienza pratica, “on the job”, per conoscere da vicino l’intero iter della produzione farmaceutica o il funzionamento dei laboratori di controllo e qualità.

Farmindustria ha presentato ieri, assieme alla Fondazione Edison, i numeri del primo progetto pilota (strutturato in due moduli triennali, uno appena concluso, l’altro ancora in corso) di alternanza scuola-lavoro nel settore farmaceutico. Si è trattato di «una esperienza positiva e al tempo stesso molto innovativa - ha commentato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi -. L’obiettivo è stato quello di far conoscere ai ragazzi la nostra realtà lavorativa, dove competenza, professionalità e dedizione sono elementi imprescindibili».

I ragazzi (circa 80) che hanno concluso il primo corso, che ha interessato quattro scuole, due licei scientifici e due istituti tecnici di Lazio ed Emilia Romagna, hanno potuto acquisire, ad esempio, le competenze necessarie alla comprensione del ciclo di vita di un farmaco, quindi una serie di attività di laboratorio, dal design del principio attivo alla sua sintesi ed incorporazione nella forma farmaceutica; in altri casi, ancora, hanno svolto un vero e proprio project work sul «Patient Journey», simulando, cioè, il lancio di una nuova terapia.

Del resto, ragazzi e docenti hanno potuto contare sulla disponibilità di multinazionali all’avanguardia: parliamo, tra l’altro, di imprese del calibro di AbbVie, Alfasigma, BSP Pharmaceuticals, Chiesi, C.O.C. Farmaceutici, GSK, I.B.I. Lorenzini, Janssen, Menarini e Marchesini.

«Le nozioni sono certamente necessarie - hanno aggiunto Scaccabarozzi, affiancato da Antonio Messina, componente della giunta di Farmindustria con delega alle relazioni industriali - ma per i futuri professionisti del farmaco sarà sempre più importante essere curiosi e “imparare ad imparare”, perché saperi e competenze si intersecano e spesso si contaminano. Emergeranno tanti nuovi profili professionali che la scuola oggi non conosce. Per questo le esperienze di alternanza scuola-lavoro sono fondamentali, e dobbiamo lavorare tutti insieme per promuoverle».

Le aziende sono già nella partita, assieme a sindacati, associazioni territoriali e uffici scolastici regionali. Fondazione Edison, ha ricordato il vice presidente Marco Fortis, «ha avviato dal 2019 un programma di borse di studio a sostegno degli istituti tecnici superiori, della formazione professionale e della specializzazione universitaria in ingegneria. Il progetto, che vede la Fondazione Edison coinvolta con erogazioni per oltre 50mila euro l’anno a regime, si ricollega storicamente anche all’impegno a favore delle scuole tecniche, delle arti e dei mestieri, a cui gli ingegneri imprenditori lombardi fondatori di Edison sono sempre stati vicini sin dagli ultimi decenni dell’800, dando un impulso fattivo alla nascita della nuova classe dirigente dell’imprenditoria industriale italiana».


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