Enti e regioni

Lavoro, cresce la fame di esperti digitali. Oltre 300 profili Stem al recruiting delle aziende

di Natascia Ronchetti

Le aziende italiane hanno fame di giovani talenti con una formazione d’eccellenza in campo scientifico e tecnico e grande dimestichezza con le tecnologie digitali. La dimostrazione è arrivata a Milano dal Recruiting Day #Melomerito, l’evento promosso dalla start up Employerland in collaborazione con il Comune del capoluogo lombardo per mettere in contatto giovani con grandi imprese a caccia di professionisti tech.

Oltre 300 i ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa. Più di venti le aziende – tra queste big come Lamborghini, Pirelli, Oracle e Tim – che hanno schierato i loro selezionatori per reclutare professionisti capaci di rispondere alle nuove esigenze delle imprese nell’era della rivoluzione digitale. Ingegneri, scienziati, tecnici, matematici: i cosiddetti profili Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematic) sono i più richiesti ma anche i più difficili da reperire.

«Non è solo un problema italiano, la carenza di profili in ambito tecnologico è su scala internazionale», spiega Gabriele Lizzani, fondatore di Employerland. «I fabbisogni sono tantissimi – prosegue Lizzani – e i ruoli professionali cambiano rapidamente. Il gap da colmare è arduo e sul tema donne e tecnologia c’è ancora tantissimo da fare, specialmente nella scuola, dove si deve intervenire con grande velocità per orientare meglio i ragazzi».

I giovani presenti all’evento sono stati dotati di app per verificare, prima ancora del colloquio vero e proprio, la corrispondenza del loro profilo professionale con le richieste delle aziende presenti. Primo step di un processo di selezione destinato a concludersi con assunzioni a tempo indeterminato. L’iniziativa ha messo in evidenza come saranno sempre di più le competenze digitali a fare la differenza. Ma anche la carenza di professionalità in grado di rispondere alle nuove esigenze delle imprese. «Nei prossimi anni saranno oltre un milione le competenze digitali che mancheranno», conferma Rossella Consonni, HR business partner di Oracle. Previsioni che costituiscono anche un segnale di allarme per un sistema imprenditoriale in profonda e rapida trasformazione.

«Cerchiamo giovani nativi digitali per abituarci culturalmente ad agire e pensare digitale», dice Umberto Tossini, chief human capital officer della casa automobilistica Lamborghini, che ha introdotto la digitalizzazione dei processi di lavoro con il lancio della Manifattura Lamborghini. La nuove conoscenze rappresentano oggi il principale spartiacque nel mondo del lavoro. «In tutti i candidati – aggiunge Luca Gagliardelli, talent acquisition di Pirelli – è molto apprezzata la curiosità verso le nuove tendenze del mondo digitale, così come la predisposizione all’utilizzo degli strumenti tecnologici e la capacità di usare piattaforme e linguaggi di programmazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA