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Smartworking? Per l’85% delle aziende è leva per attrarre nuovi talenti

di Al. Tr.

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Anche se la digitalizzazione e la tecnologia trasformano velocemente il mondo del lavoro, finora solo il 10% delle aziende ha adottato politiche strutturate di smartworking. Ma entro il 2014 il lavoro senza scrivania sarà una realtà per il 70% delle aziende italiane e nell’85% dei casi una leva strategica per attrarre nuovi talenti. Anche per una buona percentuale du candidati, il 62%, lo smartworking rappresenterà un fattore «determinante» per la scelta del lavoro. Sono i dati di un’indagine condotta da InfoJobs, piattaforma per la ricerca di lavoro online, su un campione di 170 aziende e di 1.800 candidati.

Più competitività
Per il 94,5% delle aziende la possibilità di lavorare da remoto è un vantaggio competitivo perché migliora le condizioni dei dipendenti, la motivazione e incide positivamente sulla produttività. Secondo l’85% delle aziende questa è una possibilità a cui sempre più lavoratori guardano con interesse e una leva per attrarre nuovi talenti.
Una tesi confermata anche dai candidati che, a parità di offerta economica, ritengono la possibilità di lavorare in smartworking un fattore determinante nella scelta di un nuovo impiego (per il 45%) e addirittura nel 23% dei casi sono disposti ad accettare condizioni economiche meno favorevoli a fronte di questa opportunità.

Un futuro senza scrivania
Per il 47% delle aziende la prima cosa che andrà riprogettata sono proprio gli spazi di lavoro: non ci saranno più le postazioni fisse dei dipendenti, sostituite da aree comuni dove ci si potrà sedere liberamente. Questo porterà a una riduzione dei costi legati alle sedi visto che, per il 22%, sarà sufficiente appoggiarsi a spazi di co-working a ingresso libero. Solo per il 32% delle aziende non ci saranno sostanziali cambiamenti, visto che il tempo trascorso dai dipendenti in smart working sarà una quota minoritaria di quello trascorso in ufficio.
E se da un lato i dipendenti si dichiarano pronti a non avere più una scrivania fissa (68%), dall’altro indicano che ciò che mancherebbe loro di più è proprio uno spazio personale dove riporre documenti e strumenti di lavoro (40%), la presenza rassicurante dello stesso collega con cui per anni hanno condiviso la postazione (26%) o ancora gli oggetti e le foto che hanno portato da casa o che hanno accumulato negli anni di lavoro (7%).


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