Servizi per il lavoro

«Entro fine giugno saranno operativi i 3mila navigator»

di Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci

Ci sarà tempo fino alle ore 12 dell’8 maggio per partecipare alla selezione per i 3mila navigator. Ci si attendono tra le 100-150mila domande, da presentare esclusivamente con modalità on line (Pin Inps, Spid o Carta nazionale dei servizi); la candidatura dovrà avvenire su base provinciale; la prima “scrematura” avverrà sui titoli: alla prova selettiva, 100 domande a risposta multipla da “affrontare” in 100 minuti, saranno ammesse 60mila persone (il fattore determinante sarà il miglior voto di laurea).

Dopo l’intesa di ieri in Conferenza Stato-Regioni sull’attuazione del reddito di cittadinanza e il piano di potenziamento delle politiche attive, questa mattina sul sito internet di Anpal Servizi viene pubblicato l’avviso per assumere le nuove figure professionali chiamate a facilitare l’inserimento dei beneficiari del Rdc nel mercato del lavoro, con un contratto di collaborazione fino al 30 aprile 2021, retribuzione 27.388,76 euro lordi annui, più 300 euro per il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio.

«Un risultato, raggiunto in pochissimo tempo, che definirei storico – commenta alla sua prima intervista il neo presidente di Anpal, il professor Domenico Parisi –. Abbiamo fatto un lavoro preparatorio enorme: vogliamo introdurre innovazione e creatività nei centri per l’impiego, con un progetto di respiro più ampio per migliorare, strutturalmente, i servizi per il lavoro in Italia».

La selezione per i 3mila navigator (il bando parla di 2.980 posizioni perché non si tiene conto delle 20 del Trentino Alto Adige, ndr) «sarà rapida: entro fine giugno saranno firmati i contratti».

Professore, ci spiega in concreto cosa faranno i navigator nei centri per l’impiego?

Non si occuperanno di front desk, o pratiche burocratiche. Dovranno utilizzare le tecniche di case management per definire il piano personalizzato rivolto al disoccupato, per rispondere meglio alle sue esigenze al fine di un rapido inserimento occupazionale. I navigator dipenderanno da Anpal, ma opereranno in pieno raccordo con i centri per l’impiego. Saranno una risorsa disponibile, spetterà alle Regioni decidere come farne uso.

Quali requisiti sono richiesti per diventare navigator, considerando che non esiste come professione?

È vero non esiste un corso di laurea specifico. Sono due le caratteristiche di questa figura: è richiesta una preparazione accademica di base, abbiamo individuato 13 corsi di laurea in un range piuttosto ampio per la selezione. Insieme a una formazione di base, riceveranno una full immersion di due settimane e anche formazione continua, per 6/8 mesi, on the job. È pronto anche un manuale ad hoc.

Passiamo alla tempistica. Come si raccorda l’ingresso dei navigator nei Cpi con l’arrivo dei percettori del Rdc?

Il bando scade l’8 maggio, la settimana successiva prevediamo di pubblicare la graduatoria di ammissione, poi effettueremo il test. Siamo in attesa dell’ok dell’Anac per l’affidamento definitivo alla società che dovrà gestire la prova di selezione che durerà una settimana. I navigator saranno operativi entro giugno. Da oggi ci saranno le prime erogazioni della Card Rdc con i soldi già accreditati, attraverso un calendario scaglionato, per evitare file alle Poste, e si andrà avanti fino all’11 maggio con gli ultimi pagamenti della prima finestra di marzo. Sarà un sms del ministero del Lavoro ad avvisare in quale ufficio postale e quando ritirare la Card. Dal 15 maggio scattano i 30 giorni entro i quali deve partire la convocazione dei beneficiari del Rdc presso i centri per l’impiego. Chiusa la fase di adempimenti amministrativi, tra cui la presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità, si passa alla elaborazione di un piano individualizzato del lavoro, prima di stipulare il patto per il lavoro. Bisogna capire quali sono le ambizioni lavorative e i possibili ostacoli. Il terzo step consiste nell’attuazione del piano, nel segno di una working alliance con obblighi comuni. Ma una volta inserito il disoccupato nel mondo del lavoro, bisogna sapere cosa succede dopo.

Come si concilia tutto ciò con uno stato ampiamente deficitario dei centri per l’impiego e con la struttura informatica che non dialoga con il mondo del lavoro?

Come Anpal dobbiamo creare una struttura informatica a livello nazionale, interoperabile con quelle regionali per raccogliere le vacancy delle imprese e incrociare domanda e offerta di lavoro. Il modello è Amazon che ha codificato le attività umane, trasformandole in dati, algoritmi e servizi. Circa l’80% delle attività dei Cpi possono essere codificate. Usando come interfaccia lo smartphone, non sarà più la persona a dover recarsi nel Cpi, perché il Cpi sarà sempre a portata di mano. È quello che ho realizzato in più di 20 anni di esperienza in Mississippi, dove all’inizio in pochi ci credevano, ma i risultati ci hanno dato ragione. L’ambizione è mettere a disposizione queste nuove politiche attive a tutta la platea di disoccupati, guardando anche oltre al Rdc.


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