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Gen Z e lavoro: per oltre il 40% degli under 24 il futuro è all’estero

di Alessia Tripodi

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Il lavoro del futuro? All’estero, magari in Europa o, perchè no, in un altro continente. È questa la prospettiva per oltre il 40% dei 14-24enni - la cosiddetta Generazione Z , che rappresenta l’11% della popolazione- secondo una ricerca commissionata dalla compagnia assicurativa BnpParibas Cardif e condotta dall'istituto di ricerca AstraRicerche, che ha indagato il rapporto dei giovani con la tecnologia e l’informazione, le loro abitudini di consumo e le aspettative sul futuro.

Cervelli già in fuga (almeno con l’immaginazione)
Secondo i dati, il 32% degli intervistati già lavora, ma se più della metà si vede con un lavoro stabile e da dipendente, quasi 3 su 10 sognano un lavoro autonomo e dinamico (28%), come avviare una start-up o una carriera da freelance. Ma il dato «allarmante», dice la ricerca, è che solo il 57% pensa di restare a lavorare in Italia, mentre il 30% si immagina in Europa e il 13% addirittura in un altro continente.

Iper connessi, ma vincono i legami reali
I dati sul rapporto dei giovani con Web e social parlano di una generazione non guidata solo dalle logiche dell’apparenza e del virtuale. Per la maggioranza, infatti, gli «amici veri» sono infatti le persone che si frequentano durante il tempo libero (per il 74%), i compagni di scuola o i colleghi di lavoro (58%) e solo in misura minore le persone conosciute sui social e poi frequentate nella vita reale (37%). I modelli di riferimenti sono i genitori (per il 55%) e gli amici appunto (44%), mentre tra gli estranei i personaggi dello spettacolo (35%) e gli sportivi (30%) superano di gran lunga i nuovi potenziali punti di riferimento come chef (19%), blogger (21%) e influencer (23%).

Smartphone per tutti, Instagram vince su Facebook
Gli smartphone trionfano tra i device più utilizzati (li possiede il 93% dei giovani) e irrinunciabili (87%), mentre il 75% possiede un laptop. Tra le app più utilizzate svettano quelle per vedere video (76%), ascoltare musica (67%) e fare acquisti (63%).
WhatsApp, in assoluto (89%), e Instagram (82%) sono i social più utilizzati e irrinunciabili, con Facebook che si ferma al 72% e Tik Tok che raggiunge il 10%.

Consumi? Più nei negozi che on line
Sul fronte dei consumi, a sorpresa i negozi fisici (40%) vincono sugli acquisti on-line (34%), confermando «l’importanza del fattore esperienziale anche negli acquisti«, spiega la ricerca. Che ha indagato anche il rapporto della Generazione Z con le assicurazioni, scoprendo che il 65% ne possiede almeno una stipulata da loro o dai propri genitori e tra le più gettonate quelle legate alla mobilità (31%), alle polizze vita (19%) e alla casa (19%). Più della metà dei giovani, infine, non conosce le assicurazioni legate alla digital reputation (55%) e buona parte, pur conoscendole, dichiara di non esserne interessato (23%).


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