Servizi per il lavoro

Difficile trovare personale per un’impresa su quattro

di Giorgio Pogliotti

In un caso su quattro per le imprese è difficile trovare il personale. Il gap tra domanda e offerta di lavoro è in crescita: nel 2018 ha riguardato il 26% degli oltre 4,5 milioni di contratti di lavoro programmati dalle imprese dell'industria e dei servizi, 5 punti percentuali in più del 2017. Le maggiori difficoltà si registrano al Nord, e tra i giovani, tra gli high skill e gli opera specialzzati. Le competenze digitali sono richieste per un contratto di lavoro su 2, quelle “green” in 4 su 5.
Tra gli under 30 il gap raggiunge il 28%. Il Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere e Anpal, presentato oggi a Roma rileva che il disalllineamento maggiore riguarda insegnanti di lingue, analisti e progettisti di software, specialisti di saldatura elettrica, agenti assicurativi, elettrotecnici: per le imprese, quasi 6 su 10 di queste professioni sono difficili da trovare.

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Più alta la difficoltà di reperimento tra i giovani
La difficoltà di reperimento media del 26%, sale tra i giovani. Del milione e 267mila contratti per i quali le imprese riservati preferibilmente agli under 30, il 28% è ritenuto non facile da trovare, con punte del 62% per gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, del 45% per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione e del 43% per gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche.

Difficile trovare addetti al Nord
Più difficile trovare addetti nelle regioni settentrionali, dove il mercato del lavoro è più competitivo, ma anche al Sud, nonostante i tassi di disoccupazione siano più che doppi rispetto al Nord, le difficoltà di reperimento riguardano circa un lavoratore su cinque, per alcuni gruppi professionali sono maggiori nel Mezzogiorno che in altre zone del paese. «Anche quest'anno, Il Rapporto Excelsior mostra che in Italia c'è un forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro - sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli -. Lo sviluppo tecnologico sta incidendo anche sulle competenze richieste ai lavoratori: in futuro a oltre 9 profili su 10 sarà associata la richiesta di competenze digitali. A questo si aggiunge la crescente ricerca di profili qualificati. Occorre far collaborare tutti i soggetti coinvolti per migliorare la qualità dei servizi di istruzione, formazione e lavoro».

Cresce la richiesta di specialisti
Il Rapporto Excelsior mette in luce una crescente richiesta di dirigenti, specialisti e tecnici, che raggiunge il 19% del totale delle entrate programmate (era il 17,5% nel 2017), con una diminuzione di 3 punti percentuali della quota di assunzioni di professioni non qualificate, che si attesta al 15%. L'utilizzo del digitale e di linguaggi e metodi matematici e informatici sono considerati essenziali per più di una assunzione su due. Il possesso di competenze digitali è richiesto a quasi il 60% delle figure professionali, ma la competenza èrichiesta con grado elevato al 62,5% delle professioni specialistiche, al 58% dei dirigenti, al53,9% delle professioni tecniche e al 49% degli impiegati. La capacità di utilizzare linguaggie metodi matematici e informatici viene ritenuta necessaria invece per il 51% delle entrate programmate.

Un laureato su 3 difficile da trovare
Tra i laureati è richiesta soprattutto la formazione economico e ingegneritisca. Ma per le imprese la difficoltà di reperimento dei laureati passa dal 32% del 2017 al 35% del 2018: 1 laureato su 3 è difficile da trovare. Aumenta anche la difficoltà di reperimento di diplomati (passa dal 20 al 26%), soprattutto nell'indirizzo amministrativo, meccanico-meccatronico ed elettronico.


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