Enti e regioni

Effetto mismatch: un occupato su 4 è sovraistruito

di Claudio Tucci

S
2
4Contenuto esclusivo S24

La schiera dei lavoratori sovraistruiti ammonta a quasi 5,7 milioni: quasi un occupato su quattro. E il fenomeno risulta in continua crescita, «sia in virtù di una domanda di lavoro non adeguata al generale innalzamento del livello di istruzione sia per la mancata corrispondenza tra le competenze specialistiche richieste e quelle possedute».

Il rapporto sul mercato del lavoro
Lo scrive il rapporto «Il mercato del lavoro» realizzato da ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal, presentato ieri a Roma. Altra notizia contenuta nello studio è un focus ad hoc sui giovani.

Primo impiego a circa 22 anni, ma in prevalenza a tempo
L’età media (dato 2017) del primo impiego per un under30 è circa 22 anni; il contratto più utilizzato é quello a termine (50% delle assunzioni), ma più si fidelizza il rapporto con il datore di lavoro più chance si hanno di stabilizzarsi. Dopo un anno di impiego a tempo infatti la probabilità di transitare in un contratto stabile è del 42,8%, si sale al 49,5% passati due anni (su questo aspetto i paletti introdotti dal decreto dignità di certo non aiuteranno).

Ma quali lavori arrivano per primi per gli under29? Sono alloggio e ristorazione, trasporto e altri servizi di mercato. Le professioni più frequenti sono: camerieri, commessi alla vendita, braccianti agricoli, lavori esecutivi di ufficio. Oltre al contratto a termine, per inserire giovani si utilizza anche l’apprendidtato (14%) e il lavoro intermittente (12 per cento). Solo il 9% di inserimenti avviene con contratto a tempo indeterminato o in somministrazione e il 4% nella forma di collaborazione.

La probabilità di transitare in un rapporto stabile, per i giovani con primo lavoro a termine nel 2015, è del 38,8% a sei mesi di distanza, 42,8% dopo un anno e 49,5% passati due anni. Nelle traiettorie lavorative dei giovani accedere alla prima occupazione con un contratto in somministrazione comporta una probabilità di quasi 12,5 punti percentuali superiore rispetto a chi vi accede con un contratto a tempo determinato.


© RIPRODUZIONE RISERVATA