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«D20 Leader», due milioni di euro per formare cento ragazzi fra i 20 e i 29 anni

di Maria Piera Ceci

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«Il Paese è in crisi e i giovani espatriano. Noi vorremmo invertire questa equazione: il Paese è in crisi perché i giovani espatriano. E vogliamo contribuire a fornire le competenze più alte ai nostri giovani, affinché restino in Italia e contribuiscano a superare la crisi». A parlare così il presidente di Fondirigenti, Carlo Poledrini, a proposito di D20 Leader, il progetto del Fondo interprofessionale promosso da Confindustria e Federmanager. Il bando sarà pronto in primavera. Uno stanziamento di due milioni di euro per formare cento ragazzi fra i 20 e i 29 anni, reclutati per una quota del 20 per cento fra diplomati e ragazzi usciti dagli Its, per la restante quota dell'80 per cento fra laureati, senza specificare il tipo di laurea. L'idea è di far partire il corso a maggio, con i primi venti giovani.

«Cerchiamo manager leader non tecnici», spiega ancora Poledrini. «Quindi potranno essere ingegneri, economisti, laureati in lettere. L'importante è che abbiano delle qualità e che brillino loro gli occhi quando si parla del futuro».

Per individuare i giovani si stanno attivando apposite convenzioni con le università, Crui, Its Alfieri del lavoro. Partner del progetto sono imprese, business school, Commissione europea, Ocse.

«La formazione mira a crescere non solo bravi manager, ma anche bravi leader. Il modello proposto è quello 2-3-1, cioè i primi due mesi saranno dedicati alla formazione sul campo e allo study tour all'estero, ospiti di organizzazioni internazionali. Poi seguirà una fase di tre mesi di controllo e verifica dei profili. I partecipanti verranno divisi in gruppi per realizzare dei project work. Saranno impegnati nello sviluppo di proprie idee di innovazione. L'ultimo mese sarà destinato infine alle valutazioni e alla condivisione dei risultati».


Il candidato ideale di D20 Leader è un giovane, o una giovane, che abbia nel cassetto un sogno da realizzare all'interno e a vantaggio dell'Italia. «Cerchiamo ragazzi che abbiano voglia, coraggio e forza di investire sei mesi della propria vita per costruire il proprio futuro. Vogliamo che con questi ragazzi si crei valore, non solo per loro stessi, ma anche per le imprese nelle quali andranno a lavorare, come manager e come leader. Abbiamo fatto interviste a ragazzi in scuole e università romane. I loro modelli-leader spaziano da Mandela, a Totti, da Piero Angela a Marchionne e spunta anche il campione di pallavolo Ivan Zaytsev. Queste definizioni di leader mettono in evidenza la necessità di qualcosa di nuovo nel nostro Paese».


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