Famiglie e studenti

Anche il Cnel d’accordo: con alternanza più possibilità di lavorare

di Cl. T.

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«I dati dei maggiori Paesi europei ci raccontano, da molti anni, che i giovani impegnati in progetti come alternanza scuola-lavoro hanno maggiori possibilità di trovare un buon lavoro e soprattutto il lavoro che desiderano. È per questo che il Cnel, che riunisce i rappresentanti di imprese, lavoratori e organizzazioni non-profit, può essere una sede naturale di monitoraggio costante dell’efficacia dei progetti».

La posizione del Cnel
A parlare è il presidente, Tiziano Treu, che è stato in qualche modo tra i teorizzatori del training in azienda. Nel famoso Pacchetto Treu del 1997, che affrontava le misure contrattuali di adeguamento ad un mercato del lavoro divenuto più flessibile, proponeva infatti il tirocinio formativo «al fine di realizzare momenti di alternanza tra scuola e lavoro».

Per Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, «l’alternanza non è manodopera a costo zero per le aziende, ma un progetto formativo che consente di entrare in contatto con questo il principio fondante della nostra Costituzione. Le esperienze negative sono in percentuale insignificante rispetto ai successi. Ora che al tessuto di micro-imprese che aveva difficoltà ad accogliere studenti si sono aggiunti anche i musei, gli enti statali e tanti altri soggetti anche nel mondo del turismo e della cultura, l’alternanza ha spazi di crescita enormi, da valorizzare e non da tagliare».


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