Servizi per il lavoro

L’esempio virtuoso di Max Mara a Reggio

di Giulia Crivelli

La scuola e l’istruzione, a qualsiasi livello, sono tra i campi dove l’improvvisazione non paga. Mai. Ci vogliono investimenti e progetti di medio e lungo termine. Sia che se ne occupino soggetti pubblici o privati cittadini o aziende, servono persone visionarie. Una di queste fu Giulia Maramotti, madre del fondatore del gruppo Max Mara, Achille, padre dell’attuale presidente Luigi Maramotti. Donna eccezionale alla quale è intitolata la Fondazione Giulia Maramotti, attiva soprattutto nell’ambito dell’istruzione, formazione tecnica e professionale e specialistica post diploma.

Il fiore all’occhiello di queste attività sono i progetti realizzati da Max Mara con l’istituto tecnico industriale Leopoldo Nobili e l’istituto professionale Luigi Galvani di Reggio Emilia. «Fin dagli anni 90 presso l’Its Nobili è attivo un indirizzo per tecnici della confezioni industriali – spiegano Luigi Maramotti e Fausto Spadoni, dirigente di Max Mara, segretario e componente del cda della Fondazione –. Abbiamo una convenzione con il Nobili e con l’stituto professionale Galvani ed è un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico e provato. Le scuole di formazione interne vanno benissimo, ma se c’è una progettualità comune con istituti scolastici pubblici il risultato per un territorio e per un settore, nel nostro caso la moda, può essere ancora migliore».

Non è sempre facile collaborare con il ministero dell’Istruzione, vista anche la propensione tutta italiana di riformare continuamente un settore così delicato come la scuola. «Come azienda, ci impegniamo a formare e aggiornare i docenti, a condividere i saperi della Max Mara e a mettere a disposizione dati sulle necessità del mercato del lavoro, non solo di quelle del nostro gruppo», spiega Luigi Spadoni.

A oggi sono oltre 300 i diplomati periti in confezione industriale presso l’Its Nobili e circa 440 le diplomate del Galvani nell’indirizzo moda e abbigliamento che hanno seguito la specializzazione di modellista industriale con competenze informatiche. «Crediamo moltissimo nel dialogo con le istituzioni e comprendiamo che il pubblico abbia logiche diverse da privato – concludono Maramotti e Spadoni –. Speriamo però che la nostra esperienza, quasi trentennale, venga studiata e presa come possibile esempio, anche in vista delle nuove norme sugli esami di maturità e su quelli che devono sostenere gli insegnanti che scelgono, con passione e qualcosa di molto simile alla devozione, gli Its».


© RIPRODUZIONE RISERVATA