Formazione in azienda

Al Kilometro Rosso l’academy per la guida autonoma

di Cristina Casadei

L’ambizione è diventare uno dei poli mondiali della formazione sulla guida autonoma. Per ora, di certo, c’è quel ponte ideale con la Silicon valley che la Experis academy di Manpower group ha lanciato ieri dal Kilometro rosso di Bergamo e che potrebbe concretizzarsi a breve. Andrea Pontremoli, ad e dg di Dallara Automobili, che è appena tornato da lì, dice che «imprese e start up sono alla disperata ricerca di professionisti», per sviluppare e rendere concreta la ricerca e l’innovazione. Un concetto, quest’ultimo, al quale serve il giusto approccio. «Se è vero che esistono 54 milioni di app e a me, che sono un informatico, - continua Pontremoli - serve almeno un minuto per ognuna per capire se potrebbe essere utile per la mia azienda, vuol dire che avrei bisogno di 350 anni per verificarle tutte». La tecnologia non è qualcosa che si può possedere nella sua interezza ma «proviamo a immaginare che il modo più veloce per asciugare una lacrima sia guardare una stella», dice il manager. Ossia guardare lontano.

Lontano dove portano le parole di Mario Corsi, ad di Abb Italia, che, attraverso l’esempio della manutenzione predittiva trasferisce l’idea di quanto sia ormai un’immagine in bianco e nero quella del manutentore con il cacciavite in mano. «In un ambito come quello delle tecnologie per l’energia e l’automazione, si vive di prodotti smart, sensorizzati dove il manutentore, proprio grazie ai sensori, può dire all’impresa di fermare un determinato robot perché in 15 giorni i cuscinetti di una data giuntura saranno consumati - spiega il manager -. Ci sono gli strumenti per capire e intervenire in anticipo, ma certamente questo approccio va poi portato avanti a tutti i livelli dai white ai blue collar ai manager».

Dallara e Abb oltre ad essere due aziende che vivono sul difficile crinale dell’avanguardia, hanno in comune il fatto di essere partner della Experis academy, un progetto nato 4 anni fa da Manpower Group con l’obiettivo di creare un training center sull’engineering e sull’It. Corsi gratuiti, finanziati attraverso borse di studio, aperti ai giovani, per lo più laureati, non ancora inseriti nel mercato del lavoro. La peculiarità sta nel fatto di avere come docenti esperti e manager delle aziende stesse su materie ritenute strategiche: blockchain, deep learning e cloud management, big data analytics e cyber security. L’approccio è «molto pragmatico - fa notare Corsi - perché in questa fase tutti insieme dobbiamo cercare di mettere a fattor comune il progresso». La spinta all’academy è arrivata soprattutto dal mercato, «per far fronte al talent shortage - spiega il presidente area mediterranea, nord ed est Europa di Manpower, Stefano Scabbio - che riguarda tutto il mondo. L’obiettivo è creare un ecosistema che mette in connessione territorio, imprese e mercato». L’importanza della formazione «si riflette sulle aziende del territorio, alla ricerca di competenze in linea con i dettami della nuova rivoluzione industriale», afferma Alberto Bombassei, presidente di Brembo e Kilometro Rosso, spiegando che «nel nostro territorio la domanda di lavoro con competenze supera l’offerta». Anche per questo, a Bergamo il progetto si avvale della partnership con la locale Confindustria e il bilancio dei primi sei mesi è molto positivo. Tra marzo e ottobre 2018 al Kilometro Rosso sono arrivate 5mila candidature, sono stati formati oltre 130 talenti 4.0, tutti già inseriti nel mondo del lavoro.

La storia della Experis academy comincia 4 anni fa a Maranello, dove è nata la Motorsport academy. Poi è stato il momento di Fornovo, terra della Dallara. E infine Bergamo, Kilometro rosso, con una partenza «avvenuta sei mesi fa sotto il segno della prudenza perché, pur essendo la nostra un’area altamente industrializzata, vi è sempre una certa resistenza al cambiamento - dice Bombassei -. Il Kilometro rosso è però voluto diventare l’hub di questa academy che adesso è pronta per essere esportata anche all’estero». Scabbio spiega infatti che vi è «un progetto pilota in Svezia con Abb, nel Regno Unito e in Spagna con Microsoft e in Repubblica Ceca proprio con Brembo». Da Bergamo esce però anche un richiamo sull’importanza del sostegno del Governo ad Industria 4.0. Bombassei sottolinea che la classe imprenditoriale ha «il dovere di reclamare quello che non va nell’interesse nazionale». E quello che non va sono i tagli alla defiscalizzazione per gli investimenti sul 4.0 che, dice l’imprenditore, sono «le migliori risorse investite per la competitività del nostro paese».


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