Formazione in azienda

Il modello Brianza per rendere più attrattivi i mestieri manuali

di Giovanna Mancini

Una «best practice» nata in Brianza e da portare in tutta Italia. Perlomeno nelle regioni in cui sono presenti i principali distretti industriali legati alla filiera del legno-arredo, come Veneto, Friuli, Marche e Puglia.

Il Polo formativo per i mestieri del legno-arredo, che domani inaugura la nuova sede di 3mila metri quadrati a Lentate sul Seveso (Monza-Brianza), è la dimostrazione che la sinergia tra mondo della formazione e mondo delle imprese funziona. Una sinergia nata cinque anni fa, con la collaborazione tra FederlegnoArredo e Aslam (associazione scuole-lavoro dell’Alto Milanese) per creare un percorso di studi completo, dalla formazione professionale di base in Operatore del legno a quella post-diploma con l’Its Rosario Messina, che prevede gli indirizzi in Marketing e Internazionalizzazione e Ricerca e Sviluppo. Alla base del progetto, ricorda il presidente della Fondazione Its Rosario Messina Giovanni Anzani, l’esigenza delle aziende del territorio, che denunciavano la mancanza di figure professionali adeguate, a tutti i livelli. Dai tecnici capaci di lavorare la materia prima e far funzionare macchinari sempre più tecnologici e sofisticati, fino agli esperti di mercati internazionali e strategie commerciali.

Una «meravigliosa avventura», come la definisce Anzani, che ora si prepara al cambio di passo, grazie proprio alla nuova sede (costata 5 milioni di investimenti) che potrà ospitare fino a 250-300 ragazzi, offrendo loro spazi e laboratori dotati dei più moderni macchinari. «Finora abbiamo raccontato poco l’importanza e i risultati di questo istituto – osserva il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini –. Eppure, oltre l’80% dei ragazzi che escono dall’Its trova lavoro subito dopo il diploma. Inoltre le imprese del nostro comparto, nonostante le incertezze sull’economia, prevedono di assumere nei prossimi anni. Il nostro Centro studi ha stimato che entro il 2020 si renderanno necessarie 31mila nuove assunzioni, di cui 24mila sostituzioni e circa 7mila nuove posizioni». Le aziende cercano tecnici specializzati, capaci sia di lavorare il legno come una volta, sia di governare i processi automatizzati legati a Industria 4.0. Ma cercano anche export manager ed esperti di marketing e comunicazione, per rendere i prodotti e i brand italiani competitivi sui mercati internazionali.

Esiste però da tempo un problema di attrattività verso i giovani, che hanno progressivamente perso interesse nei confronti dei lavori artigianali e manuali, portando a un «mis-matching» tra domanda e offerta che accomuna molti settori della manifattura italiana. Sebbene le nuove generazioni siano sempre più affascinate da percorsi formativi di design o architettura, molto meno sembrano esserlo nei confronti di quelle attività tecniche e commerciali che sono però necessarie per creare e vendere i prodotti nati dalle idee e dalla creatività dei designer. Servirebbe un «MasterWood per il legno-arredo, azzarda Orsini, che dia a questa filiera industriale la visibilità e l’appeal che «MasterChef» ha dato al settore alimentare. «Dobbiamo far capire alle nuove generazioni il valore di questi mestieri – dice Anzani – e anche la componente di innovazione che c’è dietro al saper fare italiano».

L’integrazione scuola-lavoro che è alla base del Polo di Lentate può diventare così anche un modello per gli analoghi istituti già esistenti in Italia: «Non vogliamo insegnare niente a nessuno – precisa Orsini – ma crediamo sia importante partire da quello che c’è, per migliorarlo. Il modello lombardo merita di essere esportato: le imprese della Brianza hanno mappato le loro necessità dal punto di vista delle figure professionali e sarebbe molto utile farlo anche in altri territori».


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