Formazione in azienda

Sasol, specializzazione e mobilità per i chimici: il Sud più penalizzato

di C.Cas.

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È un disegno che non ammette sbavature quello con cui l’hr manager della multinazionale sudafricana Sasol, Andrea Marinucci, tratteggia l’organigramma dei 700 chimici dei tre siti di Ragusa, Terranova dei Passerini e Sarroch. Il manager distingue tra neolaureati e neodiplomati chimici, che, dice, «non facciamo fatica a trovare e nei quali riscontriamo una buona preparazione, con l’unica problematica, specie al nord, che qualche giovane si lasci scoraggiare dalla prospettiva di un lavoro su turni che comprende anche notti, sabati e domeniche» e risorse con esperienza che, invece, «richiedono una ricerca più lunga, soprattutto al sud, dove c’è maggiore carenza di profili senior. Ruoli come quello, per esempio, del caporeparto, che in un gruppo come il nostro arriva a gestire oltre 200 persone, scarseggiano nel territorio siciliano, e ciò implica dover fare selezioni anche fuori regione, con tutte le conseguenze, in termini di disponibilità del lavoratore alla mobilità e relativi costi per l’impresa». Su questo combinato si innesta la geografia che penalizza il sud dove non è facile spostare le persone. È anche da questo che, spiega Marinucci, discende la scelta di «a investire molto sulla formazione delle persone e sulla crescita interna».


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