Enti e regioni

Neet, il Mezzogiorno maglia nera in Europa

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

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Vicini alla Guyana francese e distanti dall’Olanda. La Sicilia si è conferma, anche nel 2017, maglia nera in Europa per numero di persone fra 18 e 24 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet. Il dato, 39,6%, è il peggiore dell’Europa continentale, seguito a ruota dal 38,6% della Campania. Fa peggio, come detto, solo la Guyana francese con il 45,4%. Mentre al top c’è l’Olanda, dove tra le varie regioni, si oscilla tra il 4,6% e il 5,3 per cento.

Il rapporto Eurostat
La fotografia è scattata dal «Regional Yearbook 2018», pubblicato ieri da Eurostat; che conferma il mezzo flop, specie nelle regioni meridionali, di Garanzia giovani. Fra le 11 regioni con il più alto tasso di Neet in Europa, infatti, quattro sono del Mezzogiorno: oltre a Sicilia e Campania ci sono anche Puglia (36,4%) e Calabria (36 per cento).

Dietro Guyana e Mezzogiorno, i territori europei dove più di un terzo dei giovani è inattivo sono principalmente in Grecia (4 regioni). A questi si aggiungono l’isola francese de La Réunion (37,2%) e l’enclave spagnola in Marocco di Melilla (34,4%). All’opposto, il record di regione europea con il più basso tasso di giovani inattivi appartiene alla provincia di Praga, dove la percentuale è appena del 2,7 per cento.

Indietro anche nell’alta formazione
La classifica si ribalta, ma il gap del nostro Mezzogiorno resta immutato, se si passa ad analizzare i lavoratori ad alta specializzazione. Le stesse Regioni che pullulano di Neet, con l’aggiunta di Basilicata e Sardegna, rientrano infatti nel gruppo delle ultime della classe per popolazione in età lavorativa (25-64 anni) in possesso di un titolo di istruzione terziaria. Tutte non arrivano infatti neanche al 20 per cento. Un problema nel problema per una paese che resta penultimo per numero di laureati. E che, visto dal Sud Italia, rendono una realtà l’Inner London- West (con il suo 71,7%) distante più o meno come la Terra dalla Luna.


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