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Al via «Il giardino delle imprese»: progetto per formare 60 giovani imprenditori

di Cl. T.

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Da fine giugno, alle Serre dei Giardini Margherita di Bologna, 60 studenti saranno impegnati tutta l’estate a sviluppare soluzioni innovative per il Made in Italy: nuove idee imprenditoriali per supportare l’internazionalizzazione nei mercati globali delle piccole e medie imprese alimentari, per migliorare la filiera produttiva della frutta in Emilia-Romagna, per riprogettare il marketing, la distribuzione e la vendita del bello e buono italiano.

Il progetto
Si chiama «Giardino delle imprese», il progetto ideato e creato dalla Fondazione Golinelli in collaborazione con il comune di Bologna, Unindustria Bologna e H-Farm, e con la collaborazione scientifica di diversi partner, fra cui Cineca, che, attraverso la nuova piattaforma Bestr, si occuperà di certificare le competenze sviluppate dai ragazzi perché possano essere condivise sui social network e inserite nel futuro e-portfolio, come già accade nelle principali università straniere. «Gli Open Badges serviranno per accreditare le competenze acquisite durante il Giardino delle imprese in un’ottica di confronto su scala internazionale, riconoscendo il merito dell'impegno e i risultati raggiunti dai partecipanti all'iniziativa», ha sottolineato Antonio Danieli, direttore generale della Fondazione Golinelli e presidente del Board dei Trustee del Trust Eureka.

Le fasi
Il Giardino delle imprese 2015-2016 si articolerà in quattro fasi: il campo estivo organizzato in due settimane intensive a giugno-luglio (29 giugno-10 luglio) e una a fine agosto (24-28 agosto); un periodo di sviluppo del progetto in autunno; il finanziamento dei progetti più meritevoli e un successivo percorso di accelerazione per le idee finanziate. L’obiettivo dell’iniziativa è di rendere la frutta locale un prodotto commercialmente più appetibile nei mercati globali, valorizzando la qualità del Made in Italy, senza comprometterne le caratteristiche organolettiche e utilizzando metodi e soluzioni che portino a innovazioni di prodotto e/o di processo. La potenziale impresa potrà combinare tra loro i diversi ambiti del confezionamento (dal punto di vista tecnico-tecnologico e del design), del marketing, della distribuzione e della vendita per raggiungere l’obiettivo.


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